“Changing Possibilities in Haemophilia®” – una borsa di studio sull’analisi genetica degli inibitori in pazienti emofilici.
L'emofilia A è una malattia ereditaria, causata dalla mancanza del fattore VIII (FVIII) della coagulazione necessario per la normale emostasi del sangue. I soggetti emofilici possono andare incontro ad emorragie, la cui frequenza e gravità dipendono essenzialmente dalla quantità e dalla funzionalità del fattore residuo nel sangue.
Al giorno d'oggi esistono numerose possibilità terapeutiche per i pazienti affetti da emofilia.
La profilassi consiste nella somministrazione continua e regolare del fattore carente prima dell'insorgenza delle emorragie. Lo sviluppo di anticorpi anti-FVIII (inibitori del FVIII), rappresenta la principale e più temibile complicanza della terapia dell'emofilia. Gli inibitori sono anticorpi, in genere IgG4, che si legano al FVIII trasfuso, lo neutralizzano e gli impediscono di intervenire nel meccanismo della coagulazione. Il management dei pazienti con inibitore è molto più complesso se paragonato a quello dei pazienti senza inibitore, e la frequenza ed il costo della terapia risultano di sicuro aumentati; inoltre, lo stesso impatto da un punto di vista della qualità di vita è sicuramente più grave. Lo sviluppo degli inibitori dipende sia da fattori genetici che da fattori non genetici. Uno dei fattori predisponenti più importanti è sicuramente il tipo di mutazione nel gene del FVIII. Gli inibitori non compaiono in tutti i pazienti emofilici, ma al momento non è possibile predire chi è più o meno a rischio di svilupparli.
L'obiettivo dello studio finanziato dalla borsa di studio "Changing Possibilities in Haemophilia®" consegnata alla D.ssa Valeria Bafunno dell'Ospedale di Foggia in occasione del "WorkingDays", è quello di individuare determinanti genetici che aiutino a comprendere come e in quali pazienti questi inibitori si sviluppano. Lo studio, infatti, sarà rivolto alla ricerca di polimorfismi (SNPs) in geni che codificano per proteine determinanti nella risposta immunitaria (citochine, fattori di trascrizione, etc.): quello che succede nei pazienti emofilici con inibitore potrebbe avere analogie con la produzione di auto-anticorpi nelle malattie autoimmuni. Recentemente è stato osservato che lo sviluppo e la funzione delle cellule immunitarie sono regolati anche dai microRNA, piccole molecole di RNA a singolo filamento che controllano l'espressione di diversi geni. Lo sviluppo di inibitori nei pazienti emofilici potrebbe essere causato anche solo in parte da una errata espressione di questi microRNA o da una loro alterata funzione. Lo studio prevede quindi di identificare eventuali SNPs in microRNA specifici per il sistema immunitario e determinare se questi polimorfismi rappresentano o meno dei fattori di rischio predisponenti allo sviluppo di inibitori.
Questi studi sono dunque finalizzati a migliorare la comprensione sui meccanismi fisiologici responsabili della formazione di inibitori per poter avere strumenti in grado di predire e con buona speranza prevenire il loro sviluppo. Conoscere i determinanti genetici della patogenesi degli inibitori risulta utile per attuare strategie preventive mirate ed efficaci tramite l'identificazione precoce dei soggetti a rischio, impostare dei presidi terapeutici più specifici, definire un profilo di rischio genetico anche associato ad altri coesistenti fattori di rischio.
Revisionato Gennaio 2010
|